GLI AIRONI STILIZZATI DEL FESTIVAL DELLA CULTURA DELLA LIBERTA’
TORNERANNO A VOLARE SU PIACENZA IL 25 E 26 GENNAIO 2020

Gli aironi stilizzati – simbolo del Festival della cultura della libertà – torneranno a volare su Piacenza il 25 e 26 gennaio 2020. Ad annunciarlo, Corrado Sforza Fogliani, durante il suo intervento che ha concluso la terza edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione dei Liberali Piacentini Luigi Einaudi in collaborazione con Confedilizia, Il Foglio ed European students for liberty. «Ancora una volta – ha sottolineato Sforza Fogliani commentando l’andamento del Festival – Piacenza ha fatto la propria parte, senza beneficiare di contributi pubblici né della comunità, grazie ai volontari e soprattutto a Danilo Anelli, vero motore organizzativo. Un ringraziamento anche a Radio Radicale, che ha registrato tutte le sessioni della manifestazione, consultabili collegandosi al sito della radio oppure al sito di Confedilizia nazionale». Il presidente del Centro studi di Confedilizia ha passato in rassegna i principali argomenti trattati nel corso della due giorni liberale, partendo dalla citazione di un passaggio dell’articolo che il direttore scientifico del Festival, Carlo Lottieri, ha scritto sul Foglio per meglio spiegare il titolo della terza edizione (I luoghi, le città, i territori): “La difesa della libertà dell’individuo, che è al centro di ogni prospettiva liberale, deve portare a riconoscere nei particolarismi qualcosa da difendere, specie se si considera come il moltiplicarsi delle giurisdizioni locali freni l’espansione del potere…”. «Sono un particolarismo – ha osservato l’avv. Sforza – anche le banche di territorio, di cui ha così ben trattato il prof. Forte nella sua lectio che ha aperto il Festival, affermando che “vi è una ragione filosofica profonda per cui il credito popolare ha una sua intrinseca ragion d’essere che si trova nella concezione di Einaudi dell’uomo intero contro quella di Keynes dell’uomo scisso: nella prima il protagonista è la persona, a cui si riconduce la massa; nel secondo è l’individuo che si annulla nella massa… L’uomo intero di Einaudi risparmia e investe; per Keynes le due attività sono interamente separate perché svolte da soggetti diversi”. Condivido la posizione del prof. Forte che sostiene l’importante ruolo delle banche di territorio nella difesa della concorrenza, un problema già trattato da Einaudi in un suo articolo del 1930 su Riforma sociale». Altro tema trattato, la globalizzazione e i suoi effetti positivi sul benessere generale delle persone (Nicola Iannello ha mostrato l’immagine dell’arrivo, nel 1991, di una nave in Puglia straripante di migranti albanesi dopo la fine del regime comunista ed un’altra, 26 anni dopo, di albanesi che arrivano in Italia in aereo per seguire la loro nazionale di calcio: un esempio di come la globalizzazione ha trasformato un Paese, la cui popolazione all’inizio degli anni ’90 rischiava di morire di fame). «Tra gli effetti positivi della globalizzazione – ha ricordato Sforza Fogliani – l’esplosione demografica, la crescita del Pil e dell’aspettativa di vita. E’ vero che restano le diseguaglianze, ma partendo da un livello di benessere molto più alto che in passato».
Promotrice della globalizzazione è stata l’Europa, «ma oggi – ha osservato il presidente Sforza – l’Unione europea sta attraversando un momento di criticità dovuta agli eurocrati, con una burocrazia che per sostenersi aumenta la fiscalità e con una statualità che non sta più in piedi. Occorre tornare al pluralismo degli ordinamenti giuridici e affrontare il problema della spesa pubblica “affamando la bestia”».
Le varie sessioni del Festival si sono occupate anche della questione territoriale in Italia, dell’Unione europea, delle città private, di Milano e Roma, del nazionalismo, della questione meridionale, dell’urbanistica liberale e dell’Italia unita, offrendo al numeroso pubblico presente spunti di riflessione e dibattito, sempre nell’ottica di difendere il principio “liberi di scegliere”, che non per nulla è il sottotitolo del Festival della cultura della libertà. «E’ una caratteristica essenziale di questo appuntamento – aveva osservato Sforza Fogliani aprendone i lavori -. Chi in questi anni si è arrovellato per scoprire se era un festival di destra o di sinistra ha perso solo tempo: questo è un luogo di libero confronto di idee che esce dagli schemi della lotta di classe con una nuova mentalità, che considera il potere pubblico una coercizione che toglie libertà».
                                                                                                       Emanuele Galba