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LIBERALI PIACENTINI: PROPORREMO L’AMBASCIATORE GIORGI
COME OMBUDSMAN DEL COMUNE

I Liberali Piacentini intendono istituire nel Comune di Piacenza l’ombudsman e nominare alla carica l’Ambasciatore Domenico Giorgi, che ha già dato la sua disponibilità in proposito al candidato sindaco Sforza Fogliani. Lo rende noto quest’ultimo in un comunicato rallegrandosi per l’ottenuta adesione del diplomatico, segnalando che l’Ambasciatore in questo ruolo di certo eleverebbe il prestigio della rappresentanza civica.

L’ombudsman viene abitualmente assimilato – dichiara il candidato sindaco Sforza Fogliani – al Difensore civico, che comunque più non esiste nel nostro Comune. Ma è un errore. Dagli esponenti della vecchia politica quest’ultimo è infatti stato ridotto ad un normale burocrate, spesso e volentieri un soggetto ben inserito nei consueti rapporti clientelari.

Dove l’istituto è nato (in Svezia; venne per primo fatto conoscere in Italia dallo storico leader liberale Giovanni Malagodi) l’ombudsman non risolve problemi giuridici e non dà pareri legali: interviene infatti a proposito di problemi e lagnanze per le quali non esistono specifici rimedi. Interviene non tanto con poteri quanto sulla base di una indiscussa autorevolezza. E’ il caso del nostro concittadino, che ha servito l’Italia in Paesi complicati come il Giappone e l’Afghanistan, celebrando anzi per il primo – in ambasciata – il centenario di quando per la prima volta si istituirono i rapporti diplomatici e, per il secondo, vivendo in quella terra un periodo particolarmente difficile ed accidentato. La sua stima è diffusa non solo in Italia e non solo a Piacenza. La carica costituirà la ragione per cui egli possa essere ancor più di adesso parte integrante della nostra comunità.

25.05.’22

CORRADO SFORZA FOGLIANI CON I GIOVANI LIBERALI
E LA CITTÀ SMART

I giovani liberali hanno esaminato il problema “smart city” ed avanzano in un comunicato proposte volte a rendere Piacenza una città intelligente e digitalizzata. Risulta così fondamentale rimanere “al passo” di altre città italiane come Firenze, Milano, Torino che stanno implementando sempre di più il concetto di città intelligente.
Anche nella nostra regione, città come Bologna e Parma (che tramite l’Università degli Studi e Lepida hanno siglato un’intesa riguardante un progetto per la formazione della smart city), hanno incrementato notevolmente negli ultimi anni la loro tecnologia digitale.
La città intelligente o c.d. “smart city” è il luogo in cui reti e servizi tradizionali sono resi più efficienti attraverso l’uso di tecnologie digitali e di telecomunicazioni.
Questo implica: reti di trasporto urbano più intelligenti; strutture integrate per lo smaltimento dei rifiuti; spazi più fruibili e sicuri; modalità più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Secondo i giovani liberali, per realizzare una città fatta di servizi digitali interconnessi, il punto di partenza è una connessione veloce e a banda larga, in grado di assicurare un adeguato livello qualitativo nella comunicazione tra i vari dispositivi connessi alle reti urbane. Pertanto, è necessario dotare la città di una solida rete WI-FI per il traffico dati, come quella prevista dagli standard delle reti 5G, che sia usufruibile da tutti e in qualsiasi punto di Piacenza.
In un incontro con il candidato sindaco Sforza Fogliani è stato constatato che serve un progressivo rinnovo e potenziamento di servizi di trasporto (autobus o treni) con mezzi più efficienti e a ridotto (se non nullo) impatto ambientale.
Appare fondamentale anche il tema della mobilità condivisa, che non può ridursi soltanto ai monopattini elettrici: è necessaria l’implementazione di un servizio di car e bike sharing, dando così la possibilità agli studenti universitari, ad esempio, di spostarsi più agevolmente all’interno della città.

Omaima Bentalab

Valentina Di Santo

Marina Malchiodi

Franco Ponzini

Silvia Rancati

Antonello Repetti

Alessio Rizzo

Alberto Rossi

21.5.’22

DARIO FERTILIO ALLA CENA DEI LIBERALI PIACENTINI
«OCCIDENTE MINACCIATO DAL NAZIONALCOMUNISMO»

«Chi, come i liberali, combatte per i principi di libertà si è trovato nel giro di breve tempo di fronte alla stessa battaglia: contro la dittatura sanitaria e contro l’invasione dell’Ucraina». Questo uno dei passaggi dell’apprezzato (per chiarezza e franchezza) intervento che Dario Fertilio – giornalista, scrittore, docente universitario – ha compiuto durante la cena dei Liberali Piacentini, sempre molto partecipata, che si è tenuta al ristorante Olympia di Niviano. L’ospite d’onore della serata – intervenuto in collegamento da Milano – è stato presentato dal presidente dell’Associazione di via Cittadella Antonino Coppolino, che ha ricordato la recente venuta a Piacenza del prof. Fertilio (fondatore nel 1998, insieme a Bukovskij, del Comitato delle libertà) in occasione dell’inaugurazione delle stele contro tutti i totalitarismi, donata alla città dal Circolo culturale “Luigi Einaudi” e posta all’interno dell’area verde di via Santa Franca. «Un’iniziativa quella della stele – ha sottolineato l’avv. Coppolino – quanto mai opportuna da parte dei Liberali Piacentini visto quanto è successo con lo scoppio della guerra».

«Con l’inizio della sciagurata invasione dell’Ucraina – ha osservato il prof. Fertilio – le notizie sulla pandemia si sono eclissate, ma se non ci fosse stata la guerra, le stesse avrebbero continuato a invadere i media. Non abbiamo la controprova, ma vien da dubitare fossimo in presenza di una forzatura per metterci, diciamo così, in una condizione mentale particolare».

Il giornalista individua un «pericolo effettivo e costante» che minaccia l’Occidente, «il nazionalcomunismo», l’ideologia su cui regge il regime di Putin. «Un impasto molto pericoloso tra il principio del nazionalsocialismo e quello del comunismo post sovietico con nostalgia imperiale». Una ideologia che aveva fatto il suo esordio nell’Europa del dopoguerra, ha spiegato l’oratore, con la guerra iugoslava e successivamente tenuta in vita dal dittatore bielorusso Lukashenko. «Nazionalcomunismo che si presenta oggi – ha proseguito il prof. Fertilio – sotto forma più evoluta con l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, che dimostra di avere odio nei confronti dell’Occidente e della liberaldemocrazia». L’ospite d’onore dell’appuntamento conviviale si è quindi domandato come mai proprio adesso si è verificata un’aggressione a uno Stato sovrano sfidando tutto il mondo occidentale. «Una sfida – si è risposto lo scrittore liberale – che può essere ricondotta alla profonda crisi spirituale dell’Occidente, che ha incoraggiato l’aggressione nazicomunista. Dobbiamo allora cambiare atteggiamento, trovandoci oggi di fronte alla necessità di compiere una scelta morale. Potremmo essere chiamati a rispondere di un grave peccato di omissione se continuassimo a stare nel limbo (né con Putin, né contro Putin; né contro né a favore del regime sanitario). Così come è urgente, nel nostro Paese, la necessità di trovare un’alternativa politica al centralismo socialista espresso dal governo Draghi».

«La moneta della libertà – ha concluso il prof Fertilio, applauditissimo dai presenti, tra i quali alcuni sindaci e numerosi amministratori pubblici di città e provincia – ha un valore se esiste il corrispettivo aureo: il coraggio di opporsi alle minacce e alla violenza dei totalitarismi. La pace rischia di essere infatti una parola velleitaria e ipocrita, perché senza libertà la pace è una parola vuota».

Oggi 10 febbraio, Giorno del ricordo

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Ricordare le foibe - SettimanaNews