L’OMAGGIO DEI LIBERALI PIACENTINI
A LUIGI EINAUDI NELLA SUA DOGLIANI

Sullo sfondo del suggestivo panorama autunnale delle Langhe, una delegazione dell’Associazione dei Liberali Piacentini, guidata dal presidente Antonino Coppolino, ha fatto visita a Dogliani per rendere omaggio a Luigi Einaudi – a cui la stessa Associazione è intitolata – nel sessantesimo anniversario della morte. Dopo l’omaggio sulla tomba dello statista nel cimitero locale, dove i Liberali Piacentini hanno deposto una corona di fiori, la comitiva – accompagnata dalla narrazione di Monica Porasso dell’Ufficio cultura e turismo del Comune piemontese – hanno visitato il borgo e il museo dedicato a Luigi Einaudi allestito nel Palazzo comunale, un’esposizione che ripercorre la vita dell’economista liberale, professore all’Università Bocconi e all’Università di Torino, viticoltore nel suo podere San Giacomo a Dogliani, raffinato collezionista di libri rari, giornalista, direttore di riviste scientifiche, senatore, Governatore della Banca d’Italia, ministro e infine Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955 (la visita nel 1949 del capo dello Stato a Piacenza è stata rievocata nei giorni scorsi nella sede dell’Associazione di via Cittadella).

Il Sindaco di Dogliani Ugo Arnulfo e Monica Porasso

La delegazione piacentina è stata accolta e salutata nella sala del Consiglio comunale – dove è stato trasmesso un video sulla vita del Presidente, con filmati d’epoca dell’Istituto Luce – dal sindaco Ugo Arnulfo, che ha testimoniato la fierezza di Dogliani per il loro illustre concittadino, «che era molto legato al territorio d’origine e le cui qualità sarebbero molto utili anche oggi».

«Nelle strade di Dogliani – è intervenuto Corrado Sforza Fogliani, che a 22 anni ebbe il privilegio di incontrare Einaudi a casa San Giacomo – si respira l’atmosfera che aveva nel cuore, fatta di essenzialità e rigore: intellettuale, politico e soprattutto morale».

Sulla via del ritorno, i partecipanti hanno tributato un applauso di ringraziamento a Danilo Anelli per la perfetta organizzazione della giornata commemorativa.

 

«UN MONUMENTO DI TUTTI CHE DIFENDA LA LIBERTA’
DAI TOTALITARISMI, PURTROPPO ANCORA TRA NOI»

Partecipata inaugurazione della stele donata alla città dal Circolo culturale Luigi Einaudi in memoria di tutte le vittime dei genocidi, anche quelli comunisti, posta nel giardino di via Santa Franca a Piacenza, intitolato dal Comune al 9 novembre, Giorno della libertà, che ricorda il crollo del Muro di Berlino

«Il Giorno della libertà deve essere la nostra presa di coscienza di cos’è la nostra libertà individuale soprattutto in un momento nel quale è stata compressa. Oggi non celebriamo solo il passato ma anche il presente. E il presente ci dice che ci sono due modi d’intenderla, la libertà: chi la ritiene come valore non negoziabile e chi pensa sia bella solo se concessa dall’alto. Il totalitarismo è ancora fra di noi e dobbiamo combatterlo». Con queste parole Dario Fertilio, già giornalista del Corriere della Sera e attualmente docente di Comunicazione alla Università Statale di Milano, ha concluso la cerimonia di inaugurazione della stele («prima in Italia», ha sottolineato l’oratore) in ricordo delle vittime di tutti i totalitarismi, anche quelli di matrice comunista, donata alla città dal Circolo culturale “Luigi Einaudi” (che ha sopportato ogni necessaria spesa), posta all’interno dell’area verde di via Santa Franca a Piacenza che è stata intitolata – sempre oggi 9 novembre e su proposta del Circolo Einaudi – al “Giorno della libertà”, istituito – come ricordato da tutti i relatori – con la legge n. 61 del 15 aprile 2005 quale ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino. La cerimonia – alla quale hanno presenziato autorità civili e militari, amministratori di città e provincia, semplici cittadini, una nutrita rappresentanza del Circolo Einaudi e gli studenti della scuola Giovanni Paolo II – è stata condotta da Robert Gionelli e aperta dal sindaco Patrizia Barbieri («Occorre togliere tutti i veli, politici e storici, per dare ai giovani gli strumenti per difendere la libertà da ogni muro»).

Anche il prefetto Daniela Lupo si è rivolta ai ragazzi presenti invitandoli a «non costruire muri ma ponti». Dopo la benedizione del parroco di Sant’Antonino don Giuseppe Basini, il prefetto, il sindaco e il coordinatore del Circolo Einaudi Danilo Anelli (che in un successivo intervento ha sottolineato come l’Associazione da anni celebri il 9 novembre per difendere i valori della libertà) hanno scoperto la stele, il cui progetto di costruzione ha visto Carlo Ponzini nel ruolo di direttore e coordinatore artistico. «Vuole essere un monumento di tutti – ha osservato l’arch. Ponzini – costruito in acciaio sabbiato, un materiale forte, e sviluppato in altezza, perché alta deve essere la speranza nella libertà. Questo è il valore che vogliamo trasmettere con il Circolo Einaudi».

Nel corso della manifestazione è stato ricordato il piacentino Pietro Amani – mancato nel 2020, a 98 anni -, l’ultimo sopravvissuto ai Gulag sovietici del quale la Banca di Piacenza aveva pubblicato il Diario di prigionia, dedicandogli nel 2018 una partecipata giornata a Palazzo Galli, alla quale lo stesso Amani era presente.

8.11.’21

«Un Presidente della Repubblica che entusiasmò i piacentini»

Ricordata dall’Associazione dei Liberali la visita di Luigi Einaudi a Piacenza nel 1949
e commemorata la sua figura a sessant’anni dalla morte – Sabato 6 novembre visita alla sua dimora a DoglianiIl 9 novembre, per iniziativa del Circolo Einaudi,
inaugurazione della stele contro tutti i totalitarismi

E’ iniziato con un minuto di silenzio l’omaggio che i Liberali Piacentini hanno voluto rendere a Luigi Einaudi, a sessant’anni dalla sua scomparsa, con un incontro nella sede di via Cittadella dove si è in particolare ricordata la visita che da Presidente della Repubblica lo statista liberale fece nella nostra città il 30 ottobre del 1949.
Robert Gionelli ha quindi raccontato la visita presidenziale del 1949 a Piacenza (sulla quale è anche stato trasmesso un filmato dell’Archivio storico Luce) con l’aiuto di alcune fotografie dell’Archivio Croce proiettate in sala e già utilizzate per la pubblicazione (autore lo stesso Gionelli e distribuita ai numerosi intervenuti) sull’evento, presentata a Palazzo Galli della Banca di Piacenza in occasione del 70° anniversario della visita. «Una giornata intensa per Einaudi – ha rimarcato il giornalista -, con ali di folla entusiasta a salutarlo, perché era un presidente molto amato per il suo modo di fare e di agire». Tre i momenti istituzionali della visita: l’inaugurazione del ponte sul Po, ricostruito dopo le distruzioni belliche, la consegna della medaglia d’argento al merito della Resistenza appuntata al gonfalone di Piacenza in piazza Cavalli e la posa della prima pietra della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica.
E proprio a Dogliani (Cuneo) l’Associazione dei Liberali Piacentini si recherà per commemorare Luigi Einaudi, sabato 6 novembre. Il programma della visita prevede, tra le altre cose, la visita al Museo a lui intitolato e alla sua tomba. Altra iniziativa, come Circolo culturale “Luigi Einaudi”, l’inaugurazione – martedì 9 novembre, Giorno della libertà, nell’area verde di via Santa Franca – di una stele dedicata alle vittime di tutti i totalitarismi «perché onestà intellettuale e morale vuole – ha osservato l’avv. Sforza – che si parli giustamente di nazismo, ma anche del regime sovietico e dei morti del comunismo, quattro volte superiori a quelli del nazionalsocialismo. C’è bisogno di una grande operazione di verità in Italia. I giovani oggi non sanno delle vittime del comunismo e non raccontare loro la verità equivale a tradirli».

MARIA GIOVANNA MAGLIE ALLA CENA DEI LIBERALI PIACENTINI
«NESSUNA EMERGENZA SANITARIA PUO’ LIMITARE LA LIBERTA’»

«Non c’è pandemia peggiore del perdere dignità e libertà». Non le manda a dire – come suo costume – Maria Giovanna Maglie, intervenuta, applauditissima, alla tradizionale cena dei Liberali Piacentini, sempre molto partecipata, che si è tenuta al ristorante Olympia di Niviano. «Il ritrovarsi per il nostro appuntamento conviviale – ha detto il presidente dell’Associazione di via Cittadella Antonino Coppolino nel suo intervento di saluto – è quest’anno un momento ancora più importante, dopo il periodo buio a causa del Covid. Volevamo quindi un ospite d’eccezione: ringrazio Maria Giovanna Maglie di aver accettato il nostro invito».

La saggista e opinionista fuori dal coro di numerosi talk show televisivi ha osservato come «un governo di non eletti» ci stia «imponendo il green pass (quando c’è già la certificazione pubblica dell’inoculamento del vaccino) e stia colpendo la proprietà con la riforma del Catasto e il ridimensionamento del 110%, in nome di un piano sanitario di emergenza che in realtà è un progetto politico che ci porterà a un impoverimento delle nostre libertà individuali. Nessuna emergenza sanitaria può giustificare una limitazione della libertà».

Molto negativo il quadro fatto dalla Maglie della situazione del nostro Paese «che sopravvive tra lavoro nero e reddito di cittadinanza senza nessuna spinta in direzione di un vero sviluppo» e dove, ha ribadito, «i due concetti di dignità e libertà sono in serio pericolo».

«Vedere qui riuniti – ha concluso Maria Giovanna Maglie – così tante persone di pensiero liberale allarga il cuore. Ma attenzione: liberale non vuol dire per forza moderato. Oggi un liberale, nella situazione in cui ci troviamo, deve essere molto reattivo, molto preoccupato e molto arrabbiato».

Tra i presenti, notati numerosi sindaci e amministratori pubblici della provincia.

26.10.’21

SCOPERTO UN PRIMITIVO CIMITERO CRISTIANO
SOTTO SANTA MARIA DI CAMPAGNA

Il ritrovamento è avvenuto nel corso della preparazione delle celebrazioni dei 500 anni
dalla posa della prima pietra della Basilica che partiranno il 3 aprile dell’anno prossimo

Sotto la pavimentazione di Santa Maria di Campagna esiste un primitivo cimitero cristiano, con la caratteristica – unica per le chiese piacentine – di essere accessibile. La scoperta è stata fatta nell’ambito della predisposizione del programma delle celebrazioni per i 500 anni dalla posa della prima pietra della Basilica che inizieranno il 3 aprile dell’anno prossimo sino alla stessa data del 2023, programma che la Banca di Piacenza e la Comunità francescana della Basilica presenteranno prossimamente al Vescovo titolare ed al Sindaco di Piacenza nonché al Vescovo emerito. Il Guardiano della Comunità dei Frati minori osservanti, Padre Ballati, ha tempestivamente informato la Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici ed un sopralluogo per il ritrovamento e l’accessibilità dello stesso è subito stato fatto – su segnalazione della Banca – dall’arch. Cristian Prati, accompagnato da tecnici del Comune di Piacenza (ente proprietario della Basilica, nata civica), dall’arch. Carlo Ponzini e dall’ing. Roberto Tagliaferri, responsabile dell’Ufficio Tecnico e di Economato della Banca locale. Un secondo sopralluogo è stato compiuto dal dott. Marco Podini, del settore Archeologia della stessa Soprintendenza. Ad entrambi ha partecipato la dott.ssa Elena Montanari, studiosa delle problematiche collegate ai ritrovamenti di cui s’è detto.

L’area di Campagna era allora fuori le mura e la legge delle XII Tavole proibiva d’inumare i cadaveri in città. Una tradizione di seppellimento che dovrebbe essere continuata anche in epoca successiva, se si osserva il pavimento della Basilica mariana: su alcune mattonelle sono ancora visibili i numeri che stanno a significare che sotto c’è sepolto qualcuno. In corrispondenza della numero 80, per esempio, si trova la tomba di Alessio Tramello, che di Santa Maria di Campagna è stato progettista e costruttore. In occasione delle celebrazioni per i 500 anni, è in preparazione, a cura della Banca, una piantina della Basilica con l’indicazione delle persone sepolte in vari punti della chiesa ma non si esclude – da parte della Banca – di poter aprire anche i locali sotterranei accessibili. Tra le persone sepolte, come noto, per un certo tempo ci fu anche Pier Luigi Farnese: dopo il tirannicidio e prima del trasferimento all’Isola Bizentina, la salma fu ospitata nella tomba dei frati, in sagrestia.

Ora, dopo ulteriori studi e approfondimenti, si valuterà il da farsi. La scommessa – e l’auspicio dei Frati Minori, custodi della Basilica – è che la scoperta si trasformi in un’opportunità di valorizzazione ulteriore della chiesa di Campagna, così come già avvenuto con il Camminamento degli artisti e la Salita al Pordenone.

Piacenza, 19.7.’21