“Festival della cultura della libertà Corrado Sforza Fogliani”
Il prossimo anno la manifestazione torna a gennaio
con il nuovo nome in omaggio al suo ideatore
Con questo annuncio il direttore scientifico Carlo Lottieri
ha concluso la settima edizione della kermesse liberale
Nella seconda giornata altro attacco all’Europa,
definita da Magnaschi «una barzelletta»

«Questa manifestazione proseguirà e dal prossimo anno sarà il “Festival della cultura della libertà Corrado Sforza Fogliani”». Con questo annuncio – salutato da un lungo applauso – del direttore scientifico Carlo Lottieri si sono conclusi i lavori della settima edizione della kermesse liberale che si è, come da tradizione, tenuta al PalabancaEventi di via Mazzini. Appuntamento quindi al 27 e 28 gennaio 2024 «perché la nostra libertà – ha argomentato il prof. Lottieri – è sempre più in discussione a causa della circolazione di cattive idee, che hanno portato a cattive conseguenze. A noi il compito, con questo Festival che quel formidabile intellettuale dell’avv. Sforza ha fatto nascere per promuovere la cultura in difesa proprio della libertà, di far circolare idee migliori, che possano aggiustare una situazione drammatica, dove domina un capitalismo statalizzato, e quindi snaturato, perché è più facile fare soldi con gli aiuti pubblici che con le proprie forze e capacità. Un contesto dove assistiamo a una generalizzata sclerotizzazione e a una corruzione diffusa».
Un capitalismo (che era il tema del Festival di quest’anno) dunque malato, che non può certo soddisfare le aspettative del pensiero liberale. Anche in questa seconda giornata (dopo la stroncatura di ieri del giurista tedesco Markus C. Kerber – «un vero flagello») è stata l’Europa. Il direttore di Italia Oggi Pierluigi Magnaschi – tra i relatori della Sessione IX che ha trattato degli oligarchi d’Occidente – l’ha definita «una barzelletta, una specie di abito di Pulcinella, non è niente». L’Unione europea, secondo il giornalista piacentino, ha un Parlamento «svuotato, neanche legittimano a produrre decreti legge», dando così un potere enorme alla «burocrazia demente», con la Commissione che accentra tutti i poteri «senza rendere conto a nessuno». Una posizione sulla quale si è trovato pienamente d’accordo il prof. Luigi Marco Bassani: «L’Unione europea – ha sostenuto – è nata per mascherare la debolezza della Francia e la forza della Germania» e, rincarando la dose, ha aggiunto che «l’Europa è un fallimento perché è una grande Italia».
Di parassitismo ha trattato, con la consueta “grinta”, l’imprenditore Roberto Brazzale (tra i relatori della Sessione VII sui rapporti tra aziende e politica), osservando che «spesso inconsapevolmente ci comportiamo da parassiti, nel senso che non protestiamo davanti a fenomeni quali il PNRR, il green deal, il biologico (una speculazione solo dannosa, che ci fa pagare di più prodotti che valgono meno di quelli tradizionali), il sistema delle Dop (burocrazia che si fa propaganda con i nostri soldi). Il dott. Brazzale ha individuato «la paura» come fattore che provoca il nostro parassitismo, per combattere il quale sarebbe necessario «un po’ di quel coraggio che ha avuto l’avv. Sforza Fogliani nell’ideare questa iniziativa».
L’urbanista Stefano Moroni ha tenuto un’interessante lectio sul ripensamento delle città (“con quali regole e con quali libertà”), spiegando che occorrerebbe tornare a separare l’urbanistica dall’intervento pubblico, «che è di due tipi: infrastrutturale, per aree pubbliche, ospedali e via elencando, dove il decisore pubblico indica come e dove agire; e regolativo, dove lo stesso decisore pubblico stabilisce come gli altri (i privati) devono agire». A parere del prof. Moroni la logica delle regole ha senso per gli interventi infrastrutturali, mentre per gli altri tipi di opere invece di stabilire dei Piani, avrebbe più senso fare un Codice urbano, con alcuni parametri da rispettare uguali per tutti, lasciando spazio e libertà all’iniziativa imprenditoriale.
Nel corso della mattinata, Daniele Capezzone (in collegamento) ha proposto un’edizione speciale, dedicata al Festival, della sua quotidiana rassegna stampa politicamente scorrettissima “La Verità alle 7”. Tre i temi principali trattati: gli insulti di Medvedev al ministro Crosetto (stigmatizzata la scelta di alcuni quotidiani – Corriere, Repubblica e Sole 24Ore – di nascondere la notizia), la missione in Libia di Giorgia Meloni e gli attentati anarchici alle sedi diplomatiche italiane di Berlino e Barcellona.
Sia il prof. Lottieri, sia Antonino Coppolino dei Liberali Piacentini, hanno ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione, a cominciare da Danilo Anelli, dalla Confedilizia (rappresentata dal presidente Giorgio Spaziani Testa e dal segretario generale Alessandra Egidi), da “il Giornale”, da European students for liberty e dalla Banca di Piacenza, che ha messo a disposizione il già Palazzo Galli.
Tutti i relatori e i moderatori all’inizio dei loro interventi hanno ricordato la figura di Corrado Sforza Fogliani, che in questo modo è stato sempre “presente” al “suo” Festival, che ancora una volta ha regalato a Piacenza e all’Italia intera (grazie allo streaming) una boccata di aria fresca, quantomai salutare per disintossicarsi dal pensiero unico e dal politicamente corretto, i veri mali di una società sempre meno libera.

29.1.’23.

Comunicato stampa

 I GABBIANI STILIZZATI VOLANO SU PIACENZA:
NEL FINE SETTIMANA
SETTIMA EDIZIONE
DEL FESTIVAL DELLA CULTURA DELLA LIBERTA’
DEDICATA AL SUO IDEATORE CORRADO SFORZA FOGLIANI
Appuntamento al PalabancaEventi sabato 28 e domenica 29 gennaio.
Venerdì 27 anteprima
con un omaggio all’avv. Sforza
di Antonino Coppolino, Beppe Ghisolfi, Carlo Lottieri,
Pierluigi Magnaschi e Giorgio Spaziani Testa

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Senato – Commemorazione di Corrado Sforza Fogliani
Intervento del sen. Maurizio Gasparri

Senato – Commemorazione di Corrado Sforza Fogliani
Intervento del sen. Pierferdinando Casini

Video realizzato dal prof. Dario Fertilio in occasione della presentazione del volume “Il libro nero degli italiani nei gulag” che si è svolta a PalabancaEventi della Banca di Piacenza il 14.11.’22

 

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LIBERALI PIACENTINI: PROPORREMO L’AMBASCIATORE GIORGI
COME OMBUDSMAN DEL COMUNE

I Liberali Piacentini intendono istituire nel Comune di Piacenza l’ombudsman e nominare alla carica l’Ambasciatore Domenico Giorgi, che ha già dato la sua disponibilità in proposito al candidato sindaco Sforza Fogliani. Lo rende noto quest’ultimo in un comunicato rallegrandosi per l’ottenuta adesione del diplomatico, segnalando che l’Ambasciatore in questo ruolo di certo eleverebbe il prestigio della rappresentanza civica.

L’ombudsman viene abitualmente assimilato – dichiara il candidato sindaco Sforza Fogliani – al Difensore civico, che comunque più non esiste nel nostro Comune. Ma è un errore. Dagli esponenti della vecchia politica quest’ultimo è infatti stato ridotto ad un normale burocrate, spesso e volentieri un soggetto ben inserito nei consueti rapporti clientelari.

Dove l’istituto è nato (in Svezia; venne per primo fatto conoscere in Italia dallo storico leader liberale Giovanni Malagodi) l’ombudsman non risolve problemi giuridici e non dà pareri legali: interviene infatti a proposito di problemi e lagnanze per le quali non esistono specifici rimedi. Interviene non tanto con poteri quanto sulla base di una indiscussa autorevolezza. E’ il caso del nostro concittadino, che ha servito l’Italia in Paesi complicati come il Giappone e l’Afghanistan, celebrando anzi per il primo – in ambasciata – il centenario di quando per la prima volta si istituirono i rapporti diplomatici e, per il secondo, vivendo in quella terra un periodo particolarmente difficile ed accidentato. La sua stima è diffusa non solo in Italia e non solo a Piacenza. La carica costituirà la ragione per cui egli possa essere ancor più di adesso parte integrante della nostra comunità.

25.05.’22

CORRADO SFORZA FOGLIANI CON I GIOVANI LIBERALI
E LA CITTÀ SMART

I giovani liberali hanno esaminato il problema “smart city” ed avanzano in un comunicato proposte volte a rendere Piacenza una città intelligente e digitalizzata. Risulta così fondamentale rimanere “al passo” di altre città italiane come Firenze, Milano, Torino che stanno implementando sempre di più il concetto di città intelligente.
Anche nella nostra regione, città come Bologna e Parma (che tramite l’Università degli Studi e Lepida hanno siglato un’intesa riguardante un progetto per la formazione della smart city), hanno incrementato notevolmente negli ultimi anni la loro tecnologia digitale.
La città intelligente o c.d. “smart city” è il luogo in cui reti e servizi tradizionali sono resi più efficienti attraverso l’uso di tecnologie digitali e di telecomunicazioni.
Questo implica: reti di trasporto urbano più intelligenti; strutture integrate per lo smaltimento dei rifiuti; spazi più fruibili e sicuri; modalità più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Secondo i giovani liberali, per realizzare una città fatta di servizi digitali interconnessi, il punto di partenza è una connessione veloce e a banda larga, in grado di assicurare un adeguato livello qualitativo nella comunicazione tra i vari dispositivi connessi alle reti urbane. Pertanto, è necessario dotare la città di una solida rete WI-FI per il traffico dati, come quella prevista dagli standard delle reti 5G, che sia usufruibile da tutti e in qualsiasi punto di Piacenza.
In un incontro con il candidato sindaco Sforza Fogliani è stato constatato che serve un progressivo rinnovo e potenziamento di servizi di trasporto (autobus o treni) con mezzi più efficienti e a ridotto (se non nullo) impatto ambientale.
Appare fondamentale anche il tema della mobilità condivisa, che non può ridursi soltanto ai monopattini elettrici: è necessaria l’implementazione di un servizio di car e bike sharing, dando così la possibilità agli studenti universitari, ad esempio, di spostarsi più agevolmente all’interno della città.

Omaima Bentalab

Valentina Di Santo

Marina Malchiodi

Franco Ponzini

Silvia Rancati

Antonello Repetti

Alessio Rizzo

Alberto Rossi

21.5.’22