MARIA GIOVANNA MAGLIE ALLA CENA DEI LIBERALI PIACENTINI
«NESSUNA EMERGENZA SANITARIA PUO’ LIMITARE LA LIBERTA’»

«Non c’è pandemia peggiore del perdere dignità e libertà». Non le manda a dire – come suo costume – Maria Giovanna Maglie, intervenuta, applauditissima, alla tradizionale cena dei Liberali Piacentini, sempre molto partecipata, che si è tenuta al ristorante Olympia di Niviano. «Il ritrovarsi per il nostro appuntamento conviviale – ha detto il presidente dell’Associazione di via Cittadella Antonino Coppolino nel suo intervento di saluto – è quest’anno un momento ancora più importante, dopo il periodo buio a causa del Covid. Volevamo quindi un ospite d’eccezione: ringrazio Maria Giovanna Maglie di aver accettato il nostro invito».

La saggista e opinionista fuori dal coro di numerosi talk show televisivi ha osservato come «un governo di non eletti» ci stia «imponendo il green pass (quando c’è già la certificazione pubblica dell’inoculamento del vaccino) e stia colpendo la proprietà con la riforma del Catasto e il ridimensionamento del 110%, in nome di un piano sanitario di emergenza che in realtà è un progetto politico che ci porterà a un impoverimento delle nostre libertà individuali. Nessuna emergenza sanitaria può giustificare una limitazione della libertà».

Molto negativo il quadro fatto dalla Maglie della situazione del nostro Paese «che sopravvive tra lavoro nero e reddito di cittadinanza senza nessuna spinta in direzione di un vero sviluppo» e dove, ha ribadito, «i due concetti di dignità e libertà sono in serio pericolo».

«Vedere qui riuniti – ha concluso Maria Giovanna Maglie – così tante persone di pensiero liberale allarga il cuore. Ma attenzione: liberale non vuol dire per forza moderato. Oggi un liberale, nella situazione in cui ci troviamo, deve essere molto reattivo, molto preoccupato e molto arrabbiato».

Tra i presenti, notati numerosi sindaci e amministratori pubblici della provincia.

26.10.’21

SCOPERTO UN PRIMITIVO CIMITERO CRISTIANO
SOTTO SANTA MARIA DI CAMPAGNA

Il ritrovamento è avvenuto nel corso della preparazione delle celebrazioni dei 500 anni
dalla posa della prima pietra della Basilica che partiranno il 3 aprile dell’anno prossimo

Sotto la pavimentazione di Santa Maria di Campagna esiste un primitivo cimitero cristiano, con la caratteristica – unica per le chiese piacentine – di essere accessibile. La scoperta è stata fatta nell’ambito della predisposizione del programma delle celebrazioni per i 500 anni dalla posa della prima pietra della Basilica che inizieranno il 3 aprile dell’anno prossimo sino alla stessa data del 2023, programma che la Banca di Piacenza e la Comunità francescana della Basilica presenteranno prossimamente al Vescovo titolare ed al Sindaco di Piacenza nonché al Vescovo emerito. Il Guardiano della Comunità dei Frati minori osservanti, Padre Ballati, ha tempestivamente informato la Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici ed un sopralluogo per il ritrovamento e l’accessibilità dello stesso è subito stato fatto – su segnalazione della Banca – dall’arch. Cristian Prati, accompagnato da tecnici del Comune di Piacenza (ente proprietario della Basilica, nata civica), dall’arch. Carlo Ponzini e dall’ing. Roberto Tagliaferri, responsabile dell’Ufficio Tecnico e di Economato della Banca locale. Un secondo sopralluogo è stato compiuto dal dott. Marco Podini, del settore Archeologia della stessa Soprintendenza. Ad entrambi ha partecipato la dott.ssa Elena Montanari, studiosa delle problematiche collegate ai ritrovamenti di cui s’è detto.

L’area di Campagna era allora fuori le mura e la legge delle XII Tavole proibiva d’inumare i cadaveri in città. Una tradizione di seppellimento che dovrebbe essere continuata anche in epoca successiva, se si osserva il pavimento della Basilica mariana: su alcune mattonelle sono ancora visibili i numeri che stanno a significare che sotto c’è sepolto qualcuno. In corrispondenza della numero 80, per esempio, si trova la tomba di Alessio Tramello, che di Santa Maria di Campagna è stato progettista e costruttore. In occasione delle celebrazioni per i 500 anni, è in preparazione, a cura della Banca, una piantina della Basilica con l’indicazione delle persone sepolte in vari punti della chiesa ma non si esclude – da parte della Banca – di poter aprire anche i locali sotterranei accessibili. Tra le persone sepolte, come noto, per un certo tempo ci fu anche Pier Luigi Farnese: dopo il tirannicidio e prima del trasferimento all’Isola Bizentina, la salma fu ospitata nella tomba dei frati, in sagrestia.

Ora, dopo ulteriori studi e approfondimenti, si valuterà il da farsi. La scommessa – e l’auspicio dei Frati Minori, custodi della Basilica – è che la scoperta si trasformi in un’opportunità di valorizzazione ulteriore della chiesa di Campagna, così come già avvenuto con il Camminamento degli artisti e la Salita al Pordenone.

Piacenza, 19.7.’21